Il nostro metodo

L’esperienza in materia di corsi e lezioni di lingua maturata nel corso dell’ultimo decennio ha fatto in noi maturare l’esigenza di applicare un metodo innovativo che permetta a ogni studente di poter USARE la lingua, di poterla praticare in tempi brevi senza che scatti il tipico blocco (definito FILTRO AFFETTIVO) che solitamente si attiva quando l’insegnante produce APPRENDIMENTO (insegna la grammatica, non crea esercitazioni coinvolgendo lo studente in reali situazioni linguistiche e applica un metodo contrastivo, ossia paragonando elementi grammaticali tipici della lingua madre con la lingua insegnata e viceversa) anziché ACQUISIZIONE (lo studente è immerso sin da subito in situazioni ove viene esposto alla lingua autentica e ove è guidato a dedurre le regole che governano la lingua studiata, piuttosto che partire da esse per cercare di produrre lingua).

Il metodo utilizzato dai docenti di Albero Maestro è comunicativo e si basa su un approccio definito umanistico affettivo.

Il metodo comunicativo prevede che lo studente incontri la lingua in un contesto reale e mette in primo piano il concetto di situazione comunicativa. Le funzioni linguistiche (ad esempio “salutare”, “presentarsi”, “offrire”, ecc.) costituiscono il punto di partenza su cui si incentra la lezione e da cui le strutture grammaticali vengono estratte in maniera induttiva. Il curriculo è steso il più possibile a partire dai bisogni comunicativi degli allievi che sono incoraggiati sin dall’inizio all’uso della lingua straniera attraverso tecniche quali la simulazione e la drammatizzazione (dal role taking al più libero role making).

Il termine umanistico fa riferimento al fatto che il metodo proposto tiene in forte considerazione il naturale funzionamento del cervello umano. Gli studi di neurolinguistica hanno dimostrato che il cervello è dotato di due emisferi, quello destro che gestisce la globalità, la motivazione, la creatività, e quello sinistro che funziona in maniera analitica, logica e razionale. Il metodo umanistico ha sviluppato tecniche adatte a seguire la naturale predisposizione umana (da destra a sinistra), aumentando notevolmente l’efficacia dell’insegnamento.

La parola affettivo affonda invece le sue radici nella psicologia. Ognuno di noi, difatti, possiede il proprio stile cognitivo, inteso come stile predominante di apprendimento, e possiede anche caratteristiche uniche di personalità e socialità che sono di fondamentale importanza quando ci si mette in gioco per imparare qualcosa di nuovo. Tenendo in considerazione tutti questi aspetti, l’insegnante ha dunque modo di “autoregolarsi” su ogni studente al fine di trovare il percorso di apprendimento ottimale per ogni individuo.

Allo scopo di dare importanza allo stile di apprendimento e alle caratteristiche personali di ogni singolo studente, i gruppi di studio saranno sempre ridotti (massimo 12 persone) e si darà grande spazio al cooperative learning (lavoro di gruppo o a coppie). In questo modo si tiene sotto controllo il filtro affettivo (lo studente non viene esposto davanti a tutta la classe a meno che non lo desideri) e l’insegnante agisce da guida nell’acquisizione naturale della lingua. La valutazione dell’acquisizione non viene proposta sotto forma di verifica alla fine del corso, ma è considerata parte integrante del percorso e viene proposta soprattutto in forma di autovalutazione, in modo che lo studente possa essere il più possibile partecipe del proprio percorso di acquisizione della lingua. In questo senso l’errore acquisisce un valore fondamentale, in quanto è un passaggio necessario e utile al raggiungimento del proprio obiettivo di competenza.

Lo scopo dei nostri corsi è quello di far coltivare sin da subito le abilità sia orali che scritte attraverso situazioni quotidiane, sviluppando negli studenti la consapevolezza del proprio miglioramento. Non si impara solo una lingua, ma si impara a “fare con la lingua” e a “imparare ad imparare”, sfruttando le innumerevoli risorse che il mondo reale e virtuale rende accessibili.

Il motore dell’acquisizione di una lingua straniera è la motivazione, che non si riduce al motivo che spinge un individuo a studiare una nuova lingua (benché sia comunque rilevante) ma è anche un processo neurologico che può essere attivato con tecniche di insegnamento mirate, le quali sono in grado di innescare uno stimolo personale verso l’apprendimento.

Per questo la nostra Associazione propone, prima dell’avvio di ogni progetto, un colloquio conoscitivo con il corsista o i corsisti, oppure una presentazione dei corsi di gruppo interattiva, dove gli studenti hanno la possibilità di fare presenti le loro esigenze e le loro aspettative.

Consapevoli che si tratta di un’idea ambiziosa, abbiamo deciso di creare un progetto di acquisizione linguistica che metta al centro lo studente, i suoi bisogni e i suoi desideri, perché solo così possiamo auspicare di trasmettere la nostra grande passione per le lingue, le culture, la comunicazione interculturale e un mondo dove le persone sono più libere di viaggiare, capirsi e apprezzarsi.

Silvia e Aligi

 

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