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Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro ai nomi delle rock band che hanno fatto la storia?

Come e perché i musicisti siano arrivati a scegliere proprio quel nome?

Elettrodomestici, folletti, ballate di un'altra epoca… scoprite con noi le peripezie dietro ai nomi delle rock band più famose!


1. AC/DC


William e Margaret Young erano una giovane coppia di Glasgow che incoraggiò i propri figli a coltivare la passione per la musica. Nel 1963 si trasferirono a Sydney, in Australia, dove due dei loro figli minori, Angus e Malcolm Young, formarono una band nel 1973 e la chiamarono AC/DC.

Ci furono varie speculazioni sulle origini del nome e sulle sue possibili connessioni sataniche, che il gruppo negò sempre. Benché le loro canzoni non contenessero specifici riferimenti satanici, alcuni critici suggerirono che AC/DC fosse una sigla per “Anti-Christ/Devil’s Child”, “Anti-Christ/Devil’s Christ” oppure “After Christ/ Devil Comes”: tentativi decisamente goffi fabbricati da gruppi religiosi per mettere in cattiva luce il gruppo.

In realtà, il nome AC/DC viene da un elettrodomestico. Sì, ma da quale? Ci fu una lunga disputa su chi fosse il proprietario dell’elettrodomestico, se la madre o la sorella Young, che si chiamavano entrambe Margaret. Ci furono anche racconti divergenti su chi sia stato il primo a suggerire il nome e chi lo scelse come nome della band. In un’intervista, Malcolm Young ha confermato che il nome AC/DC viene dalla macchina da cucire della sorella Margaret. Bene, ma che cosa significa?

C’è un generale accordo sul fatto che il nome sia stato scelto per le sue connotazioni elettriche. AC/DC significa “Alternating current/Direct current”, una dicitura che indica che un dispositivo elettrico può utilizzare entrambi i tipi di corrente. I fratelli ritennero che quel nome sintetizzasse alla perfezione l’energia grezza cui la loro musica aspirava, con particolare riferimento alle loro performances live.

In Australia, però, AC/DC è anche un termine slang che significa bisessuale. Malcolm disse che era all’oscuro di questo fatto (“It wasn’t widely used…”) ma la questione pare aver causato qualche episodio imbarazzante di cui la band preferisce non parlare.

Ci sono anche delle interessanti “tribute bands” ispirate al gruppo: la BC/DC, della British Columbia, e persino una band di San Francisco tutta al femminile: le AC/DShe.


Il nome AC/DC è generalmente pronunciato una lettera alla volta “eɪ siː diː siː” nella maggior parte dei paesi. In Australia, però, la band è conosciuta anche come “Acca-dacca”.



2. DEEP PURPLE


La storia ebbe inizio in Inghilterra nel 1968, quando il batterista Chris Curtis dei Searchers contattò il tastierista dei Flowerpot Men, Jon Lord, per formare una band che voleva chiamare Roundabout, perché immaginava che avrebbe suonato su un palco circolare dal quale i musicisti avrebbero potuto scendere e salire liberamente. L’idea fu giustamente bocciata mentre il chitarrista Ritchie Blackmore fu reclutato. Al tempo i musicisti condividevano una casa dove decisero di posizionare un supporto al quale venivano appesi suggerimenti anonimi per il nome della band.

Uno dei suggerimenti era Deep Purple, che sembrava un nome intrigante e allo stesso tempo conteneva un riferimento al colore sullo stile di Black Sabbathe Pink Floyd.

Solo in seguito il gruppo scoprì che “Deep Purple” era un brano melodico per pianoforte composto negli anni Trenta di cui esistono numerose versioni famose, tra cui quella di Bing Crosby del 1939 e quella di Nino Tempo e April Stevens degli anni Sessanta.

Non molti fan sono a conoscenza del fatto che il nome della rock band deriva da una ballata sentimentale che sarebbe fuori luogo in qualsiasi compilation rock. Il chitarrista Blackmore ha in seguito confessato di aver suggerito quel nome perché “Deep Purple” era il brano melodico preferito di sua nonna.


3. PINK FLOYD


Persino il più scatenato veterano del rock rimane impietrito quando gli viene chiesto di spiegare il nome che si cela dietro i padri del rock psichedelico. Senza dubbio è un nome di grande effetto, ma cosa significa? È un riferimento alla droga? Un volgare eufemismo per una parte del corpo femminile? Pare proprio di no. La band ha semplicemente messo insieme i nomi di due bluesmen della Georgia: Pink Anderson e Floyd Council.

Inizialmente considerarono la possibilità di chiamarsi “Anderson Council”, unendo i cognomi dei due musicisti blues, e – per quanto incredibile – valutarono persino il nome “Megadeath”.


4. DIRE STRAITS


Letteralmente significa “gravi ristrettezze”; figurativamente si potrebbe tradurre come “acqua alla gola”. In pratica, descrive in maniera appropriata la situazione economica della band al momento della sua formazione. Il nome fu affibbiato al gruppo da un amico di Mark Knopfler, un ventisettenne al verde che si arrabattava tra un lavoro part-time come insegnante e qualche serata nei pub suonando insieme a gruppi rock come i Brewer’s Droop. Knopfler, che divideva una casa nel sud di Londra con due amici musicisti, sognava di chiamare la sua band Café Racers mentre tentava di racimolare 120 sterline per registrare una demo. Inizialmente il nome The Straitssembrava un po’ troppo realistico per essere divertente, ma con il tempo la band lo accettò con affettuosa ironia.


5. ABBA


ABBA è un acronimo dei nomi propri dei membri della band. I cantanti svedesi Benny Andersson e Bjorn Ulvaesus, che avevano iniziato la loro carriera musicale con The Hootenanny Singers nel 1961, fecero in seguito squadra con Anni-Frid Lyngstad e Agnetha Faltskog e negli anni Settanta produssero un singolo, “People Need Love”, che fu attribuito a “Bjorn & Benny, Agnetha & Anni-Frid”.

Poiché quel nome era impronunciabile, il loro manager Stig Anderson iniziò a chiamarli ABBA, un nome giocoso dato che ABBA era anche la più grande ditta produttrice di pesce in scatola della Svezia. Tuttavia, la ABBA Seafood fu felice di condividere quel nome e a quando si racconta mandò persino alla band una cassa di tonno.


ABBA è un nome palindromo, proprio come la loro hit del 1975 “SOS”.




6. PIXIES


Il chitarrista della band Joey Santiago, di origini filippine, stava studiando inglese quando notò sul dizionario una parola che lo incuriosì e la cui definizione era “mischievous little elves” (piccoli elfi dispettosi).


La band prese in simpatia quella parola e trovò divertente il fatto che un uomo grande e grosso come Black Francis fosse il frontman di una band chiamata “Pixies”. Dapprima Pixies in Panoply (Elfi in Panoplia…), il nome fu in seguito abbreviato in Pixies.



7. MARILYN MANSON


Vale la pena citare questo nome per l’interpretazione che ne dà lo stesso cantautore. Si tratta della combinazione di Marilyn Monroe (la diva di Hollywood) e Charles Manson (il criminale statunitense):

"Marilyn Monroe wasn't even her real name, Charles Manson isn't his real name, and now, I'm taking that to be my real name. But what's real? You can't find the truth, you just pick the lie you like the best."


“Marilyn Monroe non era il suo vero nome, Charles Manson non è il suo vero nome, e ora io li prendo e ne faccio il mio vero nome. Ma cos’è reale? Non possiamo trovare la verità, possiamo solo scegliere la menzogna che preferiamo”.


8. FOO FIGHTERS


Dalle ceneri dei Nirvana nacque una nuova band il cui seme aveva già germogliato prima della dipartita prematura di Kurt Cobain. Il batterista del gruppo, Dave Grohl, era anche chitarrista e aveva iniziato a scrivere canzoni ai tempi dell’adolescenza. Tuttavia, aveva resistito alla tentazione di imporre le sue canzoni al gruppo per non influenzare negativamente la chimica che si era creata tra i membri dei Nirvana. Incise vari pezzi da solo e sulle registrazioni scrisse il nome “Foo Fighters”.

Dopo il suicidio di Kurt Cobain, Grohl decise di creare la sua band, che chiamò Foo Fighters.

Il nome viene dalle misteriose palle di luce arancione e rossa che l’esercito americano aveva avvistato sopra la Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale. Gli oggetti volanti non furono mai identificati e l’esercito li chiamò “foo fighters”, prendendo il nome dal personaggio di un fumetto degli anni Trenta chiamato Smockey Stover, un vigile del fuoco a cui piaceva dire: “Where there’s foo, there’s fire”.

* L’etimologia di foo è incerta; potrebbe essere un’onomatopea (la rappresentazione grafica di un suono, come “bang”, “drin”, “glu glu” e così via), oppure derivare dal francese "feu". Il fumettista disse di aver visto la parola sotto una statuetta cinese e che significava "good luck", ma rimane un termine considerato nonsense.



9. THE DOORS


James Douglas Morrison, (come era conosciuto all’epoca) incappò nel nome della sua futura band mentre conversava con il compagno di studi alla UCLA (University of California Los Angeles) Dennis Jakob.

Parlando di Dioniso i due giovani ricordarono un verso di William Blake – il poeta e artista inglese del XVIII Secolo – da cui prendeva il titolo il saggio di Aldous Huxley sull’uso della mescalina:


“If the doors of perceptions were cleansed, man could see things as they truly are, infinite.” (The Marriage of Heaven and Hell, 1790).


“Se si pulissero le porte della percezione, ogni cosa apparirebbe all'uomo come essa veramente è, infinita.” (Il Matrimonio del Cielo e dell’Inferno, traduzione di G. Ungaretti).



Fonti:

Dictionary of Rock and Pop names: why were they called that? by Mark Beech

Rock Band Name Origins: The stories of 240 Groups and Performers by Greg Metzer

Foto: Google search images


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